| Dietro al titolo, per così dire complessivo, di Sonate popolaresche che Luigi Perrachio appose a determinate sue opere cameristiche sembra celarsi tuttora un mistero che nemmeno recenti ricerche hanno consentito di dissipare. Permane innanzitutto un dubbio circa il numero esatto di tali sonate. Vari repertori biografici, compreso il DEUMM, forse rimbalzando da un testo allaltro una inesattezza iniziale, segnalano nellelenco delle opere sub voce «Perrachio» lesistenza di cinque Sonate popolaresche; queste consisterebbero in una Sonata per arpa (composta prima del 1926), una per viola e pianoforte (attribuita al 1926), una per violino solo (1927), una non meglio specificata Sonata a tre, datata 1928, e una Sonata per due violini, viola e violoncello (1930).ludi
In realtà, dallesame dellintero lascito di Perrachio, donato dagli eredi alla Biblioteca del Conservatorio di Torino, è stato possibile rinvenire soltanto due delle sonate citate: la Sonata per arpa (pubblicata nel 1928 per i tipi della Carisch) e la presente Sonata per violino e pianoforte (non già per viola), pervenuta in una copia manoscritta, sul cui frontespizio essa viene indicata come «seconda» della serie, con data «Torino, novembre 1936». Più recentemente (1998), la Biblioteca è entrata in possesso di un altro manoscritto di Perrachio, questa volta autografo, contenente una Sonata per violino, viola e violoncello, il cui frontespizio reca la seguente dicitura: «Sei Sonate italiane/ 2 /Sonata a tre/... / Torino, dicembre 1925-maggio 1926». È verosimile che anche questa appartenga alla stessa raccolta di sonate (cinque o sei?), il cui progetto fu probabilmente realizzato solo in parte. Tuttavia, data lassenza dellindicazione «popolaresca» e il fatto che il numero «2» sia attribuito a due diverse sonate, restano possibili anche altre congetture.
The Seconda Sonata popolaresca italiana for violin and piano, composed in 1936, belongs to a collection of five sonatas for different instruments that Perrachio planned but only in part composed. Only the first sonata - for harp - was published (1928), whereas the second one had only a private circulation. Another sonata, for string trio and recently come to light, is dated 1926 and may belong to the same group. As the title for the collection suggests, the sonatas were to be based on motives drawn from Italian folk music. In the Violin Sonata the source is represented by two Piedmontese songs, indicated in the cover page of the manuscript but not yet identified (only the second song is known, but with a quite different melody). The composition unfolds in tones of delicate elegy, with elegant harmonies and refined sounds which recall Debussy or Ravel and tend to conceal the popular matrix of the motives.
As appears in a series of articles issued in 1959-60 under the title Bele fije e galantin («Fair maidens and gallant boys»), Perrachios relationship with Piedmont folk traditions was marked by ambiguity. Though Perrachio had lasting ties with the circle of musicians and writers centering round the dialect poets Nino Costa, Pinin Pacòt, Alfredo Nicola and the review «Musicalbrandé», and set in music several Piedmontese poems, he always maintained an aristocratic and detached attitude towards folklore, veined by subtle irony. Two characters created by the Piedmontese Nineteenth-century writer Angelo Brofferio - Luisin and Nicolò - could very well represent, like a sort of Eusebius and Florestan, the duplicity of Perrachio s personality in this field, torn between rustic visitations and sophisticated refinements.
Luigi Perrachio nacque a Torino nel 1883. Studiò il pianoforte nella sua città con Cesare Boerio poi, dopo essersi laureato in giurisprudenza, con Ignaz Brüll a Vienna nel 1907-8. Nel 1913 si diplomò a Bologna in pianoforte e composizione, materie che dovrà insegnare nel Conservatorio torinese dal 1925 al 1955. Amico di Casella, Malipiero e Gatti, negli anni 10 e 20 fu un esponente di spicco del modernismo musicale italiano e si adoperò per la divulgazione della musica contemporanea a Torino. Pubblicò alcune opere per pianoforte (in particolare 25 Preludi, 1927), ma ebbe scarso interesse per la diffusione della sua musica, che rimase infatti in gran parte inedita. Le sue composizioni comprendono altri pezzi per pianoforte e liriche, musica da camera e per orchestra, due concerti e unopera su libretto di Nino Costa (Mirtilla, 1937-40). Fu anche autore di uno dei primi studi in Italia sulla musica pianistica di Debussy (1917-20) e di un volume sul Clavicembalo ben temperato di Bach.
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