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Cororchestra del Piemonte,
Il mondo in un'orchestra, un'orchestra per il mondo
pp. 32, con CD audio allegato, ISBN 88888-49-12,
Euro 5,90

Un testo che illustra gli obiettivi, le tensioni culturali e mostra le potenzialità espressive di. una formazione che si caratterizza non solo per la sua dimensione, 106 elementi tra il 14 ed i 24 anni, ma anche per l'originale composizione dell'organico dove sono presenti oltre agli strumenti orchestrali anche la chitarra nelle sue differenti tipologie e numerosi strumenti etnici. Questa caratteristica è data dalla volontà di dare vita ad un originale incontro tra un ensemble di grandi dimensioni e importanti musicisti e portatori viventi delle tradizioni orali di diverse parti del mondo (India, Bretagna, Africa e Piemonte). Al disco hanno, infatti, partecipato il trio indiano Music of Benares, il duo bretone Bouchaud-Auffret, il gruppo di percussionisti Tamtando e Dino Tron, membro dei Lou Dalfin. La Cororchestra, un'idea dell'Associazione torinese Instrumenta Sonora che da dieci anni ha dato vita ad una scuola di musica attenta alle musiche altre e che ha diverse collaborazioni con gli enti istituzionali della regione, muove i primi passi con un progetto promosso dalla Provincia di Torino nell'àmbito della legge regionale 16/95 che riguarda le iniziative rivolte ai giovani. Questa prima esperienza, in sintonia con il titolo della pubblicazione, è stata voluta anche a far conoscere alcune iniziative che intendono promuovere attraverso la musica e l'arte le diverse culture. I proventi della vendita della pubblicazione, infatti, andranno a finanziare tre diversi progetti: SCREAM, un progetto dell'agenzia ILO delle Nazioni Unite contro il lavoro minorile; Afghanistan Back to the Music, per la costruzione di una scuola di musica aperta alle donne, della ONG PeaceWaves e Benares Garanà Baccha, promosso dai Music of Benares per una scuola musicale per i bambini non abbienti della città di Benares in India.


Se non la suoni non ne puoi parlare
Più che un libro da leggere è un CD da ascoltare; non è di supporto: è il protagonista. Il libricino di Zedde racconta la storia dell'ensemble musicale che si è sviluppato dall'iniziativa del Cantiere Sonoro dei Ragazzi 2006, uno dei percorsi formativi promossi dalla Provincia. Giovanissimi e giovani, in tutto 106 elementi, la più grande formazione musicale del Piemonte, che unisce una sezione corale e una orchestrale e diventa un'espressione gigantesca di cultura intesa come partage di conoscenze e che ha prodotto un'enorme eco di ideali comuni.
Gli strumenti sono quelli tradizionali dell'orchestra ma anche la cornamusa, la ghironda, l'organetto, il salterio, il liuto… I brani sono quelli della nostra realtà ma anche appartenenti ad aree culturali molto diverse nel mondo: l'India, l'Africa, l'Europa. Presente anche la musica popolare occitana delle nostre valli.
Sono stati interessati il trio indiano Music of Benares, il duo bretone Bouchaud-Auffret, il gruppo di percussionisti Tamtando e Dino Tron, dei Lou Dalfin, coinvolti in una relazione esemplare con i giovani artisti, fili di collegamento tessuti da Sergio Pugnalin e Marco Giaccaria. Direttore artistico Claudio Dina.
I brani sono da ascoltare, non se ne può parlare, sono da assorbire dalle onde dolci della rielaborazione di Soubenn Al Laezh, all'allegria della ballabile occitana, all'ultimo pezzo, corale e solenne. Un coinvolgimento dei sensi molteplice –come ogni esperienza artistica- richiesto ai coristi e ai musicisti e trasmesso e veicolato in chi ascolta. Molto interessante. (Emma Dovano, SIto Provincia di Torino, 14 settembre 2006)


Il progetto musicale
Il progetto è stato concepito per proporre un incontro tra la musica colta e le musiche di tradizione orale e instaurare una diretta relazione con alcuni importanti musicisti e portatori viventi delle culture popolari. Le scelte musicali sono state orientate per creare un approccio ad aree culturali molto differenti nel mondo, l'Europa, l'India, l'Africa, ma anche a brani che appartengono alla nostra realtà, perché non si può chiedere ai giovani di rivolgersi alle culture altre se non si è forti di un proprio vissuto. Spesso i giovani, infatti, non sono consci delle tradizioni presenti sul territorio italiano e piemontese, di conseguenza abbiamo coinvolto Dino Tron che ben rappresenta la relazione tra ricerca e innovazione nel campo della musica popolare occitana presente nelle nostre valli. Gli obiettivi proposti sono stati, principalmente, ma non solamente, tecnico-musicali. Si è inteso attivare un percorso per arricchire le conoscenze relativamente al mondo che circonda i giovani. Ampliare in termini antropologicomusicali le competenze strumentali e vocali per favorire il superamento degli atteggiamenti etnocentrici. Stimolare la costruzione di un gruppo che partecipassead un progetto comune per un impegno civile sul proprio territorio. Offrire l'occasione di partecipare in maniera consapevole alla realizzazione di una produzione musicale e contemporaneamente creare un'occasione per riflettere sui modi e le forme attraverso cui le competenze individuali e collettive possono contribuire ad arricchire e valorizzare sé e il territorio in cui si vive.

La costruzione del repertorio
Fondamentale per la riuscita del percorso è stata la costituzione di un'equipe disponibile a mettere al servizio di questa sfida le proprie competenze. Sono grato al compositore Aldo Sardo, che ha saputo dialogare con i differenti artisti per cercare di trovare un nesso tra una scrittura colta per orchestra, resa più complessa dall'originalità della sua tipologia, e le musiche di tradizione orale che sfuggono a questa dimensione. Le testimonianze degli artisti intervenuti sono la dimostrazione di come, pur rappresentando opere colte, i brani abbiamo saputo raccogliere interesse ed adesione culturale. Nel percorso compositivo, si è, infatti, operato attraverso il dialogo, scrivendo, modificando, togliendo, aggiungendo ed improvvisando in base alle indicazioni che arrivavano dagli artisti, incontrandoli prima delle fasi di scrittura e durante le stesse. Miriam Mazzoni, che ha curato la sezione corale, supportata da Maria Luisa Martina, ha colto gli elementi della pronuncia linguistica e musicale d'idiomi così differenti e trovato le modalità idonee per farle assimilare dal coro. Sergio Pugnalin e Marco Giaccaria, grazie alle competenze di musicisti colti e assidui frequentatori delle tradizioni orali, sono stati preziosi nelle fasi di costruzione della relazione prima e durante le registrazioni con i diversi artisti. Numerosi docenti di strumento dell'Associazione Instrumenta Sonora sono stati disponibili dedicando il loro tempo per aiutare i giovani musicisti a risolvere problemi tecnico-musicali di un gruppo eterogeneo di competenze ed esperienze.

La relazione con gli artisti
È significativo aprire un canale di conoscenza e sperimentazione verso le musiche altre perché, come ricorda Mantle Hood, l'etnomusicologo che istitutì negli anni '60 all'Università di Los Angeles UCLA il primo dipartimento di musicologia in cui era possibile suonare strumenti e musiche di differenti parti del mondo, «If you don't play, you can't talk about» (se non la suoni non ne puoi parlare). Il grande entusiasmo, la partecipazione, le richieste d'approfondimento verso le culture incontrate in questo breve percorso hanno superato le più rosee aspettative. Un clima di curiosità, a volte stupore, per le possibilità espressive, l'abilità vocale e strumentale, si è sviluppato tra gli artisti che hanno partecipato
e i giovani che componevano l'orchestra e il coro. Durante le pause delle registrazioni si sono creati momenti di dialogo, di confronto e jam session. Per molti dei partecipanti è stata la prima volta in cui vedere e ascoltare strumenti tradizionali, cogliere le differenti modalità di percezione ed elaborazione
delle forme musicali stesse. Alla fase di preparazione delle registrazioni sono seguiti incontri d'ascolto, d'analisi e di conoscenza dei repertori e delle culture di provenienza contestualizzando il fenomeno musicale e facendo cogliere il valore del supporto dato ai progetti artistico-musicali e sociali nelle diverse aree del mondo.

Enti e progetti internazionali
Questo progetto è stato elaborato dall'Associazione Instrumenta Sonora che da dieci anni opera sul territorio torinese e piemontese con una scuola di musica orientata alla relazione tra i diversi generi e tradizioni musicali e numerose altre iniziative rivolte alle scuole. Associata alla SIEM (Società Italiana per l'Educazione Musicale), rappresentante italiana dell'ISME (International Society for Music Education) organo dell'UNESCO, Instrumenta Sonora agisce in sinergia con altre realtà musicali del territorio e collabora con numerosi enti istituzionali. II carattere originale dell'ensemble, rivolto per la sua stessa composizione e tensione musicale verso il mondo, ha favorito l'incontro con organizzazioni
che operano sul terreno della cooperazione internazionale, per questo abbiamo ritenuto importante dare visibilità alla loro azione. Il progetto Afghanistan Back to the music, coordinato dal dott. Marco Baghero presidente nazionale della ONLUS PeaceWaves. Il progetto SCREAM - Supporting Children's Rights through the Education the Arts and the Media - promosso dall'ILO, agenzia dell'ONU, coordinato dalla dott.ssa Maria Gabriella Lay. Questi due enti hanno inserito la precedente formazione, la Cororchestra Ragazzi del 2006, in un Memorandum of Understading firmato nel 2004 a Ginevra per la promozione di azioni culturali congiunte. Infine il progetto dei Music of Benares, Benares Gharana Bacchà rivolto ai bambini della loro città in India.

I progetti musicali futuri
Crediamo che questo breve, ma intenso cammino, abbia dimostrato tutte le potenzialità di un percorso che unisce la relazione con il proprio territorio e il rivolgersi al mondo nella sua complessità e ricchezza. La costanza con la quale numerosi giovani che si affacciano oggi al mondo della musica, anche professionale, hanno seguito quest'esperienza nel suo lungo divenire, dalla primordiale formazione sino all'attuale, è la più valida testimonianza dell'urgenza di dare vita ad un percorso stabile di formazione che, come avviene in molti altri paesi dell'Europa, unisca la formazione colta alla conoscenza ed alla frequentazione di questi repertori per dare vita a nuove espressioni musicali. L'augurio è che le istituzioni vogliano dare continuità all'ensemble, valorizzandolo e offrendo gli spazi esecutivi che ha dimostrato di saper meritare.

Claudio Dina
Direttore Artistico

Progetto Sociale
ILO-SCREAM

SCREAM - SUPPORTING CHILDREN'S RIGHTS THROUGH EDUCATION, THE ARTS AND THE MEDIA è un progetto del programma IPEC (International Programme for the Elimination of Child Labour) dell'Agenzia delle Nazioni Unite: International Labour Organization (ILO).

L'ILO e il suo Programma Ipec
L'ILO, creata nel 1919, con sede a Ginevra, persegue la promozione della giustizia sociale e il riconoscimento universale dei diritti umani nel lavoro. Nel sistema delle Nazioni Unite è l'unica organizzazione a struttura tripartita: lavoratori, imprenditori e governi di centosettantotto Stati sono rappresentati con pari dignità negli organismi esecutivi. Formula, sotto forma di Convenzioni e di Raccomandazioni, le Norme Internazionali del Lavoro: libertà d'associazione, diritto alla negoziazione collettiva, eliminazione del lavoro forzato, eliminazione del lavoro minorile, pari opportunità, sviluppo dell'occupazione, sicurezza sociale. Il Programma internazionale per l'eliminazione del lavoro infantile (IPEC) è il più impegnativo programma di cooperazione esistente al mondo che mira alla progressiva eliminazione del lavoro minorile e all'abolizione immediata delle sue forme peggiori. IPEC offre assistenza sul piano giuridico ed economico e opera con le istituzioni e i partners sociali per rafforzare le capacità nazionali di affrontare il problema e svolge un'azione d'informazione e di mobilitazione sociale per incidere sui processi decisionali e comportamentali. In particolare, promuove il coinvolgimento dei giovani affinché attraverso la loro creatività e l'impegno sociale possano contribuire a costruire un mondo più equo. Il Programma, lanciato nel 1992 e attualmente, con il sostegno finanziario di 22 donatori tra i paesi industrializzati - tra cui l'Italia e l'Unione Europea - opera in circa 90 paesi, di concerto con altre agenzie delle Nazioni Unite, per assicurare il diritto all'istruzione elementare universale e per favorire lo sviluppo e la riduzione della povertà.

Lavoro minorile: la portata del problema
Agli inizi del ventunesimo secolo, mentre il progresso tecnologico consente miglioramenti nei modi di lavorare mai sperimentati prima, il lavoro dei bambini non solo esiste, ma è ancora largamente diffuso:
nel mondo lavorano almeno 250 milioni di bambini di età compresa tra i 5 e i 14 anni, di cui circa 120 milioni a tempo pieno; in termini assoluti, l'Asia è la regione con la percentuale più alta di bambini lavoratori, pari al 61% del totale mondiale, seguita dall'Africa (32%) e dall'America Latina (7%); nell'Africa Subsahariana lavora il 41% dei bambini; in Asia e in America Latina lavora il 21% circa dei bambini; sacche di lavoro minorile esistono anche nei paesi industrializzati. Il lavoro dei bambini molto piccoli costituisce un problema particolarmente allarmante. I dati dell'ILO mostrano che, in alcune aree, fino al 20% dei bambini economicamente attivi hanno meno di dieci anni. IPEC dà priorità alle azioni contro le forme estreme di sfruttamento infantile di cui sono vittime 180 milioni di minori, come il lavoro in condizioni e occupazioni pericolose, l'asservimento dei figli per ripagare i debiti, la prostituzione, il traffico di minori, l'impiego per la produzione e il traffico di droga e l'impiego dei bambini nei conflitti armati. IPEC rivolge una speciale attenzione ai minori in condizioni di vulnerabilità: in particolare i bambini che hanno meno di 12 anni e le bambine. IPEC promuove lo sviluppo di una legislazione protettiva e sostiene l'applicazione di misure tese alla prevenzione, al ritiro dei bambini dagli impieghi pericolosi e all'offerta di alternative transitorie in vista dell'eliminazione del lavoro infantile. IPEC, infine, per integrare in modo sistematico le questioni relative al lavoro infantile nelle politiche di sviluppo economico e sociale dei diversi paesi, opera in collaborazione con altre organizzazioni internazionali, con organizzazioni non governative e con la società civile.

Le convenzioni dell'ilo sul lavoro minorile
La Convenzione 138 sull'età minima per l'accesso al lavoro, e relativa Raccomandazione 146, è il documento fondamentale dell'ILO in materia di lavoro dei minori. La C138 obbliga gli stati che l'hanno ratificata a fissare un'età minima di ammissione all'occupazione o al lavoro e ad attuare una politica nazionale volta ad assicurare l'abolizione effettiva del lavoro minorile e ad elevare progressivamente l'età minima di ammissione al lavoro, in modo da permettere agli adolescenti di raggiungere il completo sviluppo fisico e mentale. La Convenzione 182 sulle forme peggiori di sfruttamento infantile, e relativa Raccomandazione 190, stimola alla costruzione e applicazione di strumenti di intervento nazionali per affrontare le forme estreme di sfruttamento dei minori, e (considerando minori tutte le persone sotto i 18 anni) definisce per la prima volta la soglia delle «forme peggiori » : tutte le forme di schiavitù e di asservimento, la tratta e la vendita, il lavoro forzato e obbligatorio, il reclutamento dei bambini per i conflitti armati; l'impiego, l'ingaggio o l'offerta di minori per la prostituzione e per la produzione di materiale o di spettacoli pornografici, per attività illegali e in particolare per la produzione e il traffico di stupefacenti; qualunque lavoro che metta a rischio la salute, la sicurezza o la moralità dei minori, esponendoli ad abusi fisici, psicologici o sessuali, a condizioni ambientali difficili, ad orari prolungati o notturni, all'uso di tecnologie, di macchine e di sostanze pericolose. La Dichiarazione dell'ILO sui Principi e i Diritti Fondamentali nel Lavoro, è stata adottata nel giugno del 1998 nella convinzione che la giustizia sociale è essenziale per una pace universale e durevole e che lo sviluppo economico è fondamentale ma non sufficiente ad assicurare equità, progresso sociale lo sradicamento della povertà. Su queste basi la Dichiarazione intende assicurare la connessione tra progresso sociale e crescita economica e, in virtù della loro appartenenza all'Organizzazione, obbliga tutti i Paesi Membri a rispettare, promuovere e realizzare, i principi fondamentali nel lavoro.

Il progetto scream
L'ILO incoraggia l'attivo e sistematico coinvolgimento dei giovani nel processo di promozione della giustizia sociale e riconosce il valore del loro prezioso contributo. In occasione della prima Giornata Mondiale Contro il Lavoro Minorile, il 12 giugno 2002, è stato varato il programma «SCREAM», creato
con il sostegno del Governo Italiano, per aiutare gli educatori in tutto il mondo a favorire tra i giovani una più chiara consapevolezza su cause e conseguenze del lavoro minorile e sulla dimensione sociale della globalizzazione. SCREAM - Sostenere i Diritti dei Bambini attraverso l'Educazione, l'Arte
e i Media, (dall'inglese Supportino Children's Rights through Education, the Arts and the Media), significa urlo, grido, e si prefigge di denunciare lo sfruttamento di bambini e bambine e di abbattere il muro di indifferenza che lo consente. La metodologia fa ricorso alle arti visive, alla scrittura creativa, alla musica e al teatro e rappresenta un modello di educazione alla cittadinanza attiva. Attraverso le partnership sviluppate con i governi, con le organizzazioni datoriali e sindacali, con la società civile e con le istituzioni a livello locale, in tutti i paesi del mondo si sviluppano iniziative che trovano massima espressione ogni anno, il 12 giugno, Giornata Internazionale contro lo Sfruttamento del Lavoro Minorile. SCREAM promuove l'uso delle arti e stimola i giovani ad esprimersi attraverso un'ampia gamma di mezzi creativi, in modo consono alla loro cultura e tradizione. Il programma fa inoltre appello alla comunità artistica perché attraverso il messaggio universale dell'arte sia di diffusione di valori culturali e civili forti, utilizzabili da giovani e adulti per una rielaborazione critica della realtà sociale. Il pacchetto educativo contenente 14 moduli didattici, un manuale per la realizzazione, materiali illustrativi di base, e un Cd-rom, pubblicato in più lingue (Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo, Portoghese, Urdu, Mandarino, Nepalese, Vietnamita, Turco; altre in preparazione) ha lo scopo di fornire una guida ai formatori di tutto il mondo. I moduli attuali sono relativi ai percorsi didattici: Collage, Raccolta informazioni, Interviste e sondaggi, Immagine, Gioco delle parti, Concorso artistico, Scrittura creativa, Dibattito, Media: radio e televisione, Media: Stampa, Drammatizzazione, Mondo del lavoro, Integrazione della comunità. Il materiale è disponibile in diverse lingue in rete sul sito. In previsione vi è già il percorso didattico sulla Musica.

Informazioni
IPEC/SCREAM
The Project Manager - International Labour Office
4, Route des Morillons, CH-1211 Geneva 22 - Switzerland
www.ilo.org/scream



Progetto Sociale
Benares Gharana Bacchà

La Situazione
La città di Benares, situata al centronord dell'India, è indicata come la più antica città attualmente esistente al mondo e il principale centro spirituale e culturale dell'Induismo. Benares è, purtroppo, anche una delle aree più depresse di tutta l'India dove i bambini sopravvivono in condizioni di notevole indigenza, non possono andare a scuola e sono costretti al lavoro minorile. Benares Gharana è il nome di una scuola e stile musicale, tra i massimi della musica classica indiana, che oggi teme l'estinzione. La generale depressione economica, infatti, si ripercuote sulla vita musicale cittadina spingendo i musicisti di grande talento a rifarsi, per mera sopravvivenza, ai modelli metropolitani (Delhi, Calcutta) di maggior successo commerciale, rischiando di appiattire l'immensa ricchezza di diversità stilistiche della musica classica dell'India del nord.

Il Progetto
Benares Gharana Bacchà è nato attorno al gruppo di musicisti Music of Benares ed a Pandit Shivnath Mishra, tra i pochi artisti che possono promuovere lo stile di Benares in India e nel mondo ad alto livello. Ad oggi è stata reperita una struttura in cui stabilire una scuola che opererà promuovendo un'istruzione musicale, strettamente nello stile della Benares Gharana, per bimbi non abbienti, nella forma di una day-school. I bambini, prelevati con un servizio di scuola-rikshaw e portati alla sede, trascorreranno il tempo necessario all'istruzione musicale, riceveranno un pasto e saranno poi riaccompagnati a casa. Sono in corso contatti per coordinarsi con l'istruzione ordinaria.
L'insegnamento, diretto da Pandit Shivnath Mishra, sarà impartito da musicisti giovani di Benares di chiaro talento, così da ricevere, a loro volta, l'opportunità di dedicarsi compiutamente alla musica. La scuola si occuperà di raccogliere materiale, stabilire un archivio sulle caratteristiche, le radici e le peculiarità stilistiche, promuovere concerti, conferenze e contatti con altri enti culturali allo scopo di divulgare tale stile.

Informazioni
Academy of Indian Classical Music
D-44/182 Ramapura Varanasi 221001 (U.P. India)
www.academy.music-of-benares.com/


Progetto Sociale
Afghanistan back to the music

La Situazione
Il progetto nasce nel 2002 dalla collaborazione e l'incontro, nell'àmbito della ricostruzione del sistema educativo afgano, tra PeaceWaves con il Coordinamento delle Organizzazioni non Governative afgane (ANCB Afghan NGO's Coordination Bureau) ed in particolare con ASRRA per la realizzazione a Kabul di una scuola di musica dotata oltre che della sezione maschile anche di quella femminile. Durante la missione di fattibilità in Afghanistan nel 2002, infatti, è stata rivolta una pressante richiesta dalle organizzazioni locali e dall'Università di Kabul affinché ci impegnassimo a realizzare e sostenere le due scuole attraverso la ristrutturazione e il restauro degli immobili indicati da ASSRA e ANCB. Tale richiesta è stata da noi entusiasticamente accolta per la rispondenza ai principi ispiratori della nostra mission associativa: Sport and Art for Peace.

Il Progetto
La nostra proposta vuole incidere sulla società civile e in particolare su insegnanti, studenti e giovani che saranno da subito impegnati nella ricostruzione e nel cambiamento soprattutto per quanto concerne i processi culturali, l'acquisizione e l'accesso alle conoscenze e alle informazioni. Durante il periodo di formazione, che accompagnerà la ristrutturazione delle due scuole di musica e la creazione di una scuola di sport, si svilupperanno sia negli studenti, sia negli insegnanti le life competences e lo stimolo per un processo di long life learning. A seguito delle richieste pressanti a Kabul e in altre province Afgane, abbiamo deciso di espandere il progetto anche allo sport. I processi avverranno con la partecipazione attiva della popolazione locale e delle organizzazioni non governative impegnate da anni sul territorio, le quali sono state coinvolte fin dalla fase di progettazione individuando nel personale locale responsabili di ciascuna azione locale. Nel novembre 2005 è stata inaugurata la Victoria School, la prima scuola di musica con autorizzazione governativa alla quale saranno ammesse anche le donne. PeaceWaves, in collaborazione con la Fondazione Cariplo che ha sostenuto il progetto, avrà il compito di coordinare l'iter progettuale, facilitare e monitorare i processi in loco.

Informazioni
PeaceWaves ONLUS
c/o I.T.I.S. Avogadro
C.so San Maurizio 8, 10124 Torino - Italia
www.afghanistan.peacewaves.org/it/index.htm


Artisti Internazionali

Duo Bretone Bouchaud - Auffret
Rappresenta una coppia di primordine del panorama musicale. Dominig Bouchaud dopo una formazione classica, primo premio d'arpa al Conservatorio Nazionale Superiore di Musica di Parigi, si è dedicato alla musica di tradizione orale diventando uno dei più autorevoli specialisti dell'arpa celtica. Anne Auffret , voce dal timbro chiaro e potente, è un'interprete rinomata dei canti tradizionali, religiosi e profani, in lingua bretone.
“… è una sfida trasportare il repertorio tradizionale, squisitamente orale, in repertorio scritto, ed ancor più trascriverlo per orchestra, ma in questo lavoro la musica bretone non perde la sua anima, ma risulta, anzi, essere messa in evidenza ed in piena luce dalle sottilità armoniche e ritmiche dei differenti strumenti”. (Dominig Bouchaud)

Trio Indiano Music of Benares
Costituito da Pandit Shivanth Mishra, uno dei più importanti virtuosi del sitar al mondo, maestro dello stile classico di Benares, docente e rettore del Dipartimento di Musica presso l'Università di Benares, Deobrat Mishra, figlio ventiduenne di Pandit Shivanth, che si è imposto all'attenzione del pubblico e della critica indiana per il suo talento e Chakkan lal Mishra esperto tablista della stessa scuola di Benares, particolarmente apprezzato per la particolare sintonia con i due sitaristi.
“… Mentre registravamo non abbiamo mai sentito che stavamo rappresentando due nazioni differenti, ma stavamo facendo sventolare la bandiera della musica e ricercavamo l'unità dell'umanità indiana ed europea.” (Music of Benares)

Ensemble Tantando
Tribù di trenta musicisti, guidata da Marco Giovinazzo, che fa della metamorfosi il proprio progetto sonoro. L'ensemble propone non solo canti e ritmi della tradizione africana e latinoamericana, ma anche altri generi, spaziando dall'etno-pop al folk nordico, mantenendo, al contempo, una propria identità sonora.
«... Pensiamo che tutta la musica abbia un proprio epicentro e che qualsiasi sua espressione, colta e non, altro non faccia che gravitarvi attorno. Ecco come nasce l'idea di Maninga, la féte a Bobo, con l'intenzione di condividere una giornata vissuta in Burkina Faso, scoprendo che i colori diversi sono una ricchezza e un patrimonio condivisibile». (Tamtando)

Dino Tron
Polistrumentista, suona la fisarmonica, l'organetto diatonico e diverse cornamuse, ha affiancato Sergio Berardo e Riccardo Serra nella rifondazione di Lou Dalfin, il più noto e longevo gruppo di musica d'OC.
“… I due grandi àmbiti della musica colta e della musica popolare di tradizione, più vicini di quanto si possa immaginare, si sono nutriti, da sempre, di vicendevoli e proficui scambi: questo cd ce ne offre numerosi esempi. Sono lieto di aver contribuito a realizzare questo “incontro” e ringrazio senza distinzioni tutti i componenti dell'orchestra per la grande tensione emotiva, condivisa e profusa in questo lavoro.” (Dino Tron)

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Giancarlo Zedde Editore, via Duchessa Iolanda 12, 10138 Torino - Italy. Tel (0039) 011 4331241 fax 011 4343202 info zedde

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