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Fausto Maselli, affermato manager spregiudicato sia nel lavoro sia nella vita privata, torna nel paese dorigine a causa della grave malattia dellanziano zio sacerdote il quale, in punto di morte, accenna a un misterioso scrigno ricevuto da un ufficiale tedesco nel 1944, senza tuttavia riuscire a svelarne il contenuto.
Fausto sta per rientrare a Roma ma, fermato dai Carabinieri che lo sospettano dellassassinio del Direttore del locale Museo, capisce che per fare chiarezza sulla vicenda deve trovare lo scrigno.
La ricerca procede su un percorso accidentato che gli farà incontrare un passato da cui credeva dessersi affrancato fuggendo dal paese.
Giancarlo Loffarelli è autore e regista teatrale.
I suoi testi sono stati rappresentati in Italia da diverse Compagnie, tradotti allestero e pubblicati. Fra questi: Il silenzio e le voci (1992), Opera buffa (1994), La donna di Boemia e Meglio questa! (1995), I Lieder di Schumann (1999).
Ha collaborato come critico teatrale e cinematografico alla rivista «Tempo presente» e vinto diversi premi di drammaturgia fra cui il Premio «Vallecorsi» (2000) e il «Fondi-La Pastora» (2002).
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Già presentato al Lingotto di Torino lo scorso maggio, Lo Scrigno di Giancarlo Loffarelli, torna nella sua terra. Il Libro sarà presentato oggi a Sezze, presso l'Auditorium San Michele Arcangelo a cura dell'associazione culturale Le colonne e con il patrocinio del Comune di Sezze. Jeph Anelli, Raffaele Imbrogno ed Emiliano Campoli affiancheranno l'autore nella presentazione.
«La Provincia», 25/11/05.
Il nuovo libro del regista.
Dopo essere stato presentato nel maggio scorso presso il Lingotto di Torino all'interno della Fiera Internazionale del Libro, il romanzo Lo Scrigno di Giancarlo Loffarelli approda nella provincia pontina in occasione della presentazione che avverrà venerdì prossimo alle ore 18 a Sezze presso l'Auditorium San Michele Arcangelo a cura dell'associazione culturale Le colonne e con il patrocinio del Comune.
Con l'autore interverranno Jeph Anelli, Raffaele Imbrogno e Emiliano Campoli.
Giancarlo Loffarelli, ricordiamo, è un personaggio molto conosciuto nel nostro territorio per la sua fiorente attività nel campo culturale; è nato nel 1961 ed è laureato in Filosofia presso l'università della Sapienza di Roma e, sempre presso la stessa università, in Lettere, Dipartimento di Musica e Spettacolo.
È direttore artistico dell'associazione culturale Le colonne di Sezze. attiva dal 1979 nel campo della ricerca teatrale.
Con essa ha firmato numerose regie teatrali. È stato allievo di Ugo Pirro per quanto riguarda l'attività di sceneggiatore ed ha realizzato cortometraggi, anche come regista da sue sceneggiature, ha collaborato come critico teatrale e cinematografico alla rivista Tempo presente.
Tanti i riconoscimenti che Giancarlo Loffarelli ha ottenuto in anni di carriera, tra gli altri nel 1991, con il testo teatrale Commedia, dramma, quasi una tragedia vince il premio di drammaturgia Titta Zarra;
nel marzo del 1999 vince il premio come Miglior autore alla Rassegna Drammaturgia emergente con la commedia I Lieder di Schumann; nel novembre del 2002 il suo testo Un altro uomo è vincitore della XXVIII edizione del premio nazionale di teatro Fondi La Pastora.
A.A., «La Provincia», 18/11/05.
L'autore, oltre che affermato commediografo, è regista teatrale e cinematografico. Queste sue attività si riflettono in pienezza in Lo scrigno, la sua opera prima come narratore. Il risultato è sostanzialmente positivo sia per la struttura narrativa sia per l'originalità stilistica. La prima riesce a dare unità e significato a una successione di scene, apparentemente slegate, che catturano l'attenzione del lettore col fascino di un giallo di buon livello; lo stile è visivo, colori e suoni, sa di fotogrammi messi ben a fuoco e di sfondo impressionistico. Notevole è anche nel romanzo l'arte del dialogo: vivo, immediato, scattante.
Il romanzo, dal ritmo serrato e accattivante, rivela nell'autore un maestro della regia teatrale. Come narratore egli ha molte frecce al suo arco; deve avere l'accortezza di dare alle vicende narrate maggiore spessore contenutistico e ai suoi personaggi più anima che permetta un maggiore scavo interiore. Se così sarà, potrà riservarci gradite sorprese.
(Ferdinando Castelli s.j., «La civiltà cattolica», 5 novembre 2005, n.3729)
Un giallo di Giancarlo Loffarelli
Un romanzo giallo giocato sul filo della memoria, dove il racconto si intreccia con la descrizione della psicologia e dei sentimenti dei vari personaggi. Lo Scrigno di Giancarlo Loffarelli non è comunque solo un giallo. È il racconto di uno spaccato dell'Italia fascista. Un guardarsi alle spalle per potersi liberare da certi fastidiosi fantasmi.
Protagonista del racconto è Fausto Maselli un manager affermato, classico yuppy degli anni '90 con una moglie perfetta, un'amante bella ma con la quale c'è solo un rapporto fisico. Diametralmente opposta è la figura di Don Pietro, classico prevosto di provincia, un uomo di fede che dopo aver stretto un rapporto di amicizia con un ufficiale tedesco, letterato amante dei classici, è costretto a convivere con un segreto. Segreto che solo alla morte trasmetterà al nipote, Fausto Maselli, che non vede da più di 40 anni. Scenario è un paesino vicino a Roma che viene pennellato con grande bravura, dovizia di particolari pur se il nome mai viene svelato.
Tra le pagine più belle, la descrizione che lo stesso Don Pietro fa della sua morte. Da cui trapela tutta la serenità di quest'uomo di fede quando si accorge del corpo che lo abbandona.
Piera Savio - Anno XIX n. 40 - 26 ottobre 2005
Ai lettori che vogliono abbandonare la via dei titoli suggeriti dalla furbesca logica pubblicitaria e che desiderano privilegiare il senso della scoperta che inevitabilmente ci accompagna, ci fa piacere segnalare questo breve e gradevolissimo romanzo di Giancarlo Loffarelli, peraltro critico cinematografico e autore teatrale sostanzialmente rappresentato. Si tratta di un giallo, ma il genere qui è solo indicativo di un contesto letterario più ampio, la cui trama si dipana attraverso una sequenzialità scenica che ordisce il presente al passato con una modalità circolare, fino alla soluzione finale. Ma il senso più profondo del racconto, come afferma un personaggio chiave del libro, non è tanto la ricerca dellassassino quanto quella del motivo.
Il protagonista è un affermato manager spregiudicato che viene richiamato al paese dorigine dallo zio prete in punto di morte, che gli lascia in eredità il contenuto imbarazzante di uno scrigno e i molti scrupoli di coscienza ad esso connessi che egli stesso non ha saputo o voluto gestire.
La prosa è ordinata e piana, con pregevoli punte di teatralità, incastonata di deliziose ed efficaci descrizioni di paesaggi e persone. Una bella scoperta, appunto.
Vittorio Venuti, «Dirigere la scuola», giugno 2005.
Lo scrigno di Omaggio a Loffarelli. È stato presentato presso il «Lingotto» di Torino - all'interno della Fiera Internazionale del Libro il nuovo romanzo Lo scrigno di Giancarlo Loffarelli. Autore sceneggiatore, critico teatrale e cinematografico, Loffarelli è un pontino doc che si è sempre distinto per la creazione di spettacoli di rilievo, rappresentati poi con successo di pubblico e critica nel territorio locale e non solo [...].
(«Il Tempo, Lazio Sud», 8 maggio 2005)
Il regista attore e ospite alla Fiera Internazionale del Libro.
La Fiera Internazionale del Libro di Torino quest'anno avrà un ospite che in molti conoscono soprattutto sul territorio pontino: il regista ed attore Giancarlo Loffarelli. Proprio oggi alle 20,30 presso la sede del «Lingotto» celebre palazzo del capoluogo piemontese sarà presentato il romanzo di Loffarelli [...].
(Alessandro Allocca, «Latina oggi», 6 maggio 2005)
Lo scrittore pontino presente con il suo libro alla Fiera di Torino. Lo scrigno è il titolo del nuovo romanzo di Giancarlo Loffarelli che verrà presentato oggi presso il «Lingotto». [...] A breve per la fine del mese è prevista la presentazione ufficiale del libro anche nella città di Latina.[...].
(Marica Pucinischi, «La Provincia», 6 maggio 2005)
Lo scrigno di Loffarelli al «Lingotto». All'interno della Fiera del Libro di Torino questa sera la presentazione dell'opera dell'eclettico artista nostro conterraneo [...].
(Luisa Guarino, «Il Territorio», 6 maggio 2005)
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