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Pinocchio alla Coop
Torino ha l’orgoglio di aver dato vita alla prima cooperativa di consumo nel 1854. In questi oltre centocinquant’anni Coop è riuscita a costruire una rete di 135 imprese cooperative indipendenti che associano oltre sei milioni e mezzo di soci, cinquantaquattromila dipendenti e oltre milletrecento punti di vendita in tutta Italia: la più grande organizzazione di consumatori presente nel Paese. L’aver associato così tanti consumatori ha rafforzato l’idea che ci dovesse essere un forte impegno per difenderne sia il potere di acquisto sia la qualità dei cibi che Coop vende, in sintesi l’attenzione verso il consumatore. Per sottolineare questo impegno da circa trenta anni Coop, e quindi anche Nova Coop, ha un intenso rapporto con il mondo della scuola, e non solo, per contribuire alla crescita di un consumo consapevole.
Coop ha ormai superato ampiamente la maggiore età e si è guadagnata, sul campo, e in questo campo, una autorevolezza tale per cui è sempre auspicabile la sua presenza in importanti iniziative che si svolgono nel territorio. Quindi niente di più invitante che essere presenti in un concorso che esalta la creatività di grandi e piccoli, adulti e studenti.
Pinocchio è il burattino per eccellenza, che si guadagna la propria umanità impegnandosi; è la dimostrazione che raccontar bugie e fidarsi troppo del primo che passa non portano da nessuna parte, anzi, possono portare dalla parte sbagliata.
Nella sostanza l’impegno per un consumo consapevole è l’esatto contrario della vita del nostro burattino: mai raccontar bugie e attenzione a chi ci vuole prendere per il naso.
La società dell’iperconsumo è proprio il regno, senza voler essere troppo generici o qualunquisti, del raccontar storie, del cercare di ingannare il prossimo, del vendere merci non sempre a posto con le leggi e, soprattutto, del farci credere che viviamo nel paese dei balocchi e che sarà sempre così, in eterno… nel paese di bengodi.
Così non è, quella del consumatore attento è una dura vita: contraffazioni, adulterazioni, etichette che non dicono tutto… insomma bisogna arrangiarsi per mettere insieme, oltre che una dieta equilibrata, corretta anche dal punto di vista della chimica che trovo nel piatto, della merendina che mi fa tutto “ciccia e brufoli”, dell’ortofrutta da consumare rigorosamente fuori stagione (come se il calendario della natura fosse una cosa del passato da non tenere più in considerazione), anche l’attenzione alla qualità e alla filiera di produzione dei prodotti.
Ancora peggiore è il “campo dei miracoli” dei prodotti non alimentari: delle macchine, dei gioielli, dei profumi e di tutto ciò che ci renderà certamente felici.
Diciamolo pure, il burattino Pinocchio potrebbe essere un pubblicitario perfetto e proprio nel nostro secolo potrebbe trovare l’ideale continuazione della sua storia.
Attenta a ciò che vende, attenta a ciò che fa produrre con il proprio marchio, attenta a stimolare i giovani consumatori perché sappiano riflettere e sappiano consumare meglio, questa è la cooperazione di consumo in Italia. E, sia pur succintamente accennati, i precedenti sono già validi motivi perché Coop dia una mano a vedere chi ha saputo, al meglio, raccontare il seguito di una storia adattabile ai nostri tempi - sia fra coloro che hanno aderito a questa iniziativa.
Gioacchino Maida
Responsabile area sociale
Direzione Soci e Consumatori Nova Coop
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