Flavio Vasile,
L'eredità del male,
256 pp., ISBN 978-88-88849-48-5, GZ83,
€ 15,00
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Germania, 1939. Hitler ha appena invaso la Polonia, dando avvio alla Seconda Guerra Mondiale. Nella sua Monaco, Hans Bauer, agente della Polizia Criminale tedesca indaga sul brutale omicidio di una giovane ragazza, dai particolari misteriosi. La sua ricerca lo porta a confrontarsi con le proprie paure, con il clima di terrore instaurato dal Terzo Reich e con elementi sempre più inquietanti e oscuri legati all’indagine. Sino alla scoperta di una tragica verità, alla genesi di uno dei crimini più efferati e abominevoli mai commessi nei riguardi dell’umanità.
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Sono nato in provincia di Torino nel 1969. Ho pubblicato Job One (2008), romanzo ambientato nel mondo dell’Automotive, tratto da una vicenda reale e Nove Veli Neri (2009), raccolta di racconti di genere noir-fantastico. L’eredità del male nasce dalla collaborazione con Massimo Della Malva, un amico di vecchia data, accanito lettore di thriller, che ne ha ideato il soggetto e mi ha aiutato nella stesura. Lui ha proposto un’idea originale, che ho cercato di plasmare al meglio con la passione e l’immaginazione, avvalendomi anche delle consulenze del prof. Giuseppe Genovese, insegnante ed esperto di Storia Moderna. Scrivere queste pagine ha cambiato il mio modo di vedere le cose. Mi ha dato maggior consapevolezza come tanti crimini del passato, tra cui quelli legati al nazismo, non siano casi isolati di follia collettiva ma l’espressione di una parte della nostra natura, che ci appartiene, o a cui apparteniamo: il male. E che oggi è ancora in grado di sopravvivere a noi.
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