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LUomo, labirintico microcosmo, e il suo destino individuale sono lo sfondo di questo romanzo fatto dincontri, coincidenze, corsi e ricorsi. Forze cosmiche, lontane e distinte ma vincolate da un comune modello originario, si palesano nelle azioni e nelle parole dei personaggi. Il loro girovagare tra Cuneo, la Costa Azzurra, Torino e Como, dà il senso del viaggio: frenetico nel tempo e negli spostamenti, tenue e risoluto nella ricerca del nascosto e degli infingimenti.
Lorizzonte non è soltanto il luogo dove il cielo sembra congiungersi alla terra, ma anche il margine estremo cui giunge la vita. Nel mezzo, tra incertezze, turbamenti e sospensioni dellanimo, il buon senso della quotidianità.
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Prima di entrare eri già qui, l’ultimo romanzo di Francesco Rodolfo Russo apparso a stampa per i tipi della casa editrice «Giancarlo Zedde», è un’emozionante messa a fuoco dei nostri percorsi quotidiani e spirituali. Itinerari che, mediante le storie personali dei protagonisti, mostrano l’immagine di un “viaggio”: frenetico nel tempo e negli spostamenti dei personaggi, lento nell’assecondare le voci interiori desiderose di accantonare ogni tipo d’nfingimento. F.R. Russo mette in scena, oseremmo azzardare pirandellianamente, una storia di esistenze che costruiscono a volte senza rendersene conto l’attesa per una vigilia: una sorta di veglia dove le vicende narrate, inizialmente distanti, intrecciandosi lasciano presagire l’aurora: un modo nuovo di affrontare la vita. La trama ricca e avvincente, oltre al sottile gioco degli incastri, s’impreziosisce di rimandi letterari. L’autore con una prosa semplice e ricercata a un tempo, disegna a tuttotondo personaggi che attraverso situazioni drammatiche, divertenti, imbarazzanti, banali e inusuali evidenziano i loro caratteri e le loro peculiarità.
Eleonora de Bonis «Letteratura Tradizione» - Anno IX n. 38
«Ho provato la serenità dell’illimitato, - affermò a un tratto, come se parlasse tra sé. Poi, rientrato in me, ho compreso la mia esiguità. Ho capito che si esiste e si respira grazie alla conoscenza del limite».
Queste parole, poste nella parte finale del romanzo Prima di entrare eri già qui di Francesco Rodolfo Russo, ci danno una delle interpretazioni possibili del pensiero dell’Autore: la serenità è nella coscienza e nell’accettazione del proprio limite.
I due protagonisti del romanzo, infatti, sono spinti da eventi quotidiani rivestiti di una luce particolare in una intensa vicenda esistenziale che, addirittura, precede le loro stesse vite. Centro d’attrazione di queste è una torre detta “dei fantasmi” che, oltre il suo senso immediato, costituisce una vera e propria figura del loro mondo interiore, della loro memoria, popolata da ben altri fantasmi.
Ma soltanto quando i protagonisti e, marcatamente, Corrado, il più restio ad abbandonarsi ai propri sentimenti, riconoscono e accettano il proprio limite, la loro vicenda che, per certi versi, si può dire duri da secoli, giunge a compimento.
Partendo, nel Prologo, dal suo amato Medioevo (in cui era ambientato il suo precedente romanzo La mansio di Glesia), Francesco Rodolfo Russo traghetta i suoi personaggi nel mondo di oggi ma soltanto per dire che taluni problemi, certi sentimenti e caratteri non hanno epoca e sconvolgono la dicotomia passato-moderno.
Carolina Giusti (Associazione culturale «Le colonne»), giugno 2006.
Corsi e ricorsi
Un libro bello e originale sin dal titolo. Un susseguirsi di episodi, di fatti e di azioni all’apparenza casuali ma che, in realtà, seguono un disegno preciso. Infatti le coincidenze, i corsi e i ricorsi sono studiati per realizzare un progetto d’amore nato centinaia d’anni prima. Lo scenario della vicenda narrata cambia continuamente: si parte dal Meridione per arrivare in Svizzera, poi in Francia a Nizza, per finire a Torino e Cuneo. Due i protagonisti, Corrado e Renata. Attorno a loro si muove una galleria di personaggi che definire minori è restrittivo, poiché ognuno è così caratterizzato da riuscire a ritagliarsi un proprio spazio. Difficile per il lettore sarà, perciò, dimenticare zio Astolfo, lo scrittore Jacob con il suoi “Bon oui”, Marco il palazzinaro finanziatore del film, Ernesto lo scrittore sceneggiatore, e ancora la nipote Paola, suo padre Lorenzo, i due innamorati Paola e Luca fino ad arrivare a Nerone, un simpatico Labrador sempre in cerca di coccole.
Al centro della storia l’idea di un gruppo di amici di realizzare un film, partendo da un quadro, il ritratto di Madame F. e una torre di un casolare del cuneese. Una vecchia casa che racchiude i segreti di una storia che si perde nella notte dei tempi.
Piera Savio La Nuova Periferia Anno XXX n.21 mercoledì 31 maggio 2006
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Francesco Rodolfo Russo dorigine leccese, vive a Torino da circa trentanni. È conferenziere, organizzatore e animatore culturale. Ha collaborato con diverse case editrici e, per una decina danni, ha diretto «LAgrifoglio», collana di narrativa per la scuola. Scrive su periodici e settimanali e alcune sue opere letterarie sono riportate su giornali e antologie, adattate per recital e rappresentate sulla scena.
È autore di manuali scolastici, libri di poesia e narrativa. Dei ventuno libri editi ricordiamo: Alle Vostre Eminenze (1980), Maschere (1987), Play Book (1989), Prima di Sìloe (1990), Secondo Noi
(1992), Il regno delle scale (1996), Ombra Passeggera Il lupo, Pinocchio e Gaalad (1997), Margherita è anche un fiore (2002), La mansio di Glesia (2004), Prima di entrare eri già qui (2006).
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