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Daniela Cappi Schena,
Terremoto d’amore. Soria di una bambola di stracci
108 pp., ISBN 978-88-88849-46-1, GZ81, € 12,00
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Mi presento:
sono Daniela e ho quarantotto anni.
Ho scritto questa «lettera aperta» dedicata a mia figlia circa due anni fa e l’ho conservata in un cassetto, finché un’amica di famiglia, leggendola, mi ha consigliato di pubblicarla.
Sono affetta da sindrome post-polio che, oltre a sembrare una gran parolona, significa che ho tre quarti del corpo con difficoltà motorie causate dall’aggressione continua del virus della poliomielite sulla muscolatura.
Ho contratto la poliomielite all’età di un anno e mezzo, a causa di un errore di vaccinazione, fino ai quattro anni non ho camminato, bensì mi trascinavo sul pavimento e, grazie a continue terapie riabilitative e a interventi chirurgici nove , ho trovato la mia postura che mi permette di mantenermi in equilibrio, quindi di camminare anche se con molte difficoltà.
Tutto questo è stato possibile in quanto dai due ai ventuno anni ho vissuto in un istituto specializzato per la cura di questa patologia. Tre anni fa si è scoperto che il virus della poliomielite torna a «lavorare» quindi a deteriorare la muscolatura rimasta.
La mia permanenza nell’istituto è stata condivisa con altri cinquanta ragazzi e ragazze con le mie stesse problematiche. Una bella fetta di vita, qui ho formato il mio carattere, il mio modo di affrontare le cose ed ho conosciuto l’amore, che era impossibile vivere in quelle quattro mura.
La storia che vi racconto è la mia storia che non ha un finale, tuttavia rappresenta un’apertura verso il futuro in compagnia della persona che più di ogni altra amo…
Non voglio insegnare niente a nessuno, sarebbe bello se tutti voi che state leggendomi riusciste, almeno per un momento, a condividere la mia voglia di vivere.
Grazie,
Daniela
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