Il testo è una raccolta di vignette sugli umori della Borsa e dei suoi seguaci i quali, dal cinquecentesco Mercato nuovo di Firenze, passando per Bruges e arrivando a Milano e New York, si affannano fra quotazioni, derivati, titoli, valute, commodities, previsioni, inversioni di tendenza, rialzi e ribassi. Giancarlo Di Gangi, architetto prestato alla finanza, è testimone della vicenda borsistica italiana degli ultimi vent’anni: dal crollo del 1987 alla ripresa del 1999-2000 e ancora alla tempesta del 2001. Nelle agitate acque dei mercati, usando il pennarello, compila il suo diario di bordo e con arguzia disincantata disegna una borsa di cuoio, un oggetto dotato di umanità che racconta il comico del nefasto e ironizza sul tempio e sulla liturgia dell’economia.
L’approccio apparentemente leggero e divertito di questo lavoro è il pretesto per creare un ponte tra la fredda e tecnica razionalità degli operatori di settore e la più sofferta emotività dei risparmiatori, quasi sempre vittime dei cicli finanziari. È un invito a mantenere serenità quando si «entra in borsa», prendendo il tempo necessario per viverne bene i suoi valori.
Non ricordo se eravamo alla fine del 2001 o nei primi mesi del 2002, certamente rammento quel tardo pomeriggio quando l’amico collega Giancarlo bussò alla porta del mio ufficio e sorridendo mi fece vedere alcuni disegni. Quasi senza guardarli, esclamai: «Come il solito hai sempre qualcos’altro da fare, specie di architetto votato alla finanza!». E lui, reagendo: «Vecchio brontolone, ecco come penso di combattere la depressione dei miei clienti nel post bolla dei mercati!»
Dopo una rapida occhiata agli schizzi mi misi a ridere e gli ‘ordinai’ di non fermarsi assolutamente a quei primi disegni, ma di farne altri. Ho voluto ricordare quel momento perché delinea pienamente la personalità di Giancarlo e il nostro rapporto.
Lui architetto e ‘inventore’ pronto in qualsiasi momento a trasformare l’arida finanza in divertimento e la giusta professionalità con il cliente in un sano rapporto di conoscenza e di esperienza; io più razionale e analitico, ma sempre attento a stuzzicarlo e a stimolare la sua vena artistica.
Sono molto felice che finalmente questo lavoro sia pubblicato e auguro all’autore che ne seguano altri. Sempre con l’effetto della terapia finanziaria antidepressiva.
Un collega, un rompiscatole, un amico.
Vittorio Varese
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